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Una soluzione per l’emergenza rifiuti in Campania:

venerdì, aprile 30th, 2010

Una soluzione per l’emergemza gli impianti di compostaggio in Campania:

 gli impianti per il trattamento della frazione organica.

Scopo di questa breve relazione è dimostrare come, nonostante da più parti si sia portati a

ritenere che la drammatica emergenza rifiuti campana sia ormai terminata, ancora oggi in questa 

regione, nel mentre si concentrano enormi risorse ed energie per realizzare, con grosse difficoltà e 

al prezzo di un ulteriore inquinamento dell’ambiente, l’ultimo anello dell’impiantistica al servizio 

della filiera di gestione dei rifiuti (quello dell’incenerimento), manchi invece il primo fondamentale 

anello di tale impiantistica, necessario al recupero e alla valorizzazione, anche a fini agronomici, 

della frazione organica. Manca cioè, perché “sabotata” o volutamente “non realizzata”, 

quell’impiantistica, dalla tecnologia non molto complessa e dai costi abbastanza contenuti, che si 

sarebbe potuta realizzare in pochissimi mesi e che avrebbe consentito di evitare, sorretta anche solo 

da una semplice separazione secco-umido dei rifiuti, quel disastro dalle proporzioni bibliche che la 

popolazione campana ha dovuto subire in particolare tra la fine del 2007 e i primi mesi del 2008. 

Ancora oggi, quindi, la sfida è quella di trasformare con poche risorse e in tempi relativamente 

brevi il “problema” rifiuti in “risorsa” per uno dei territori più fertili e devastati d’Italia e forse 

d’Europa. 

Linee di Piano per la gestione dei rifiuti 2010-2013

venerdì, aprile 30th, 2010

del. 75.2010

Regione Campania

Come detto in precedenza la Regione Campania sta valutando, ove tecnicamente possibile ed ambientalmente compatibile, il conferimento a utenze terze, con particolare riferimento ai cementifici, ma anche, ad es., a centrali termoelettriche, del combustibile

derivato dai rifiuti urbani (CDR) al fine di ottimizzare l’impiego di combustibile in impianti già esistenti prima di prevedere l’attivazione di nuovi impianti dedicati. Il recupero energetico della frazione secca nei forni delle cementerie comporta quale ulteriore vantaggio, rispetto alle altre tecniche, una riduzione dei quantitativi di rifiuti conferiti in discarica, in quanto le ceneri di combustione prodotte all’interno del forno del cementificio hanno proprietà chimico-fisiche tali da potere essere inglobate nel prodotto finito. Al contrario le ceneri decadenti dalla combustione della frazione secca all’interno di un impianto dedicato (inceneritore) devono essere conferite ad impianti idonei per il successivo smaltimento in quanto rifiuto il piu’ delle volte pericoloso.

emergenza rifiuti…la storia continua!

martedì, gennaio 12th, 2010

Iervolino, addio all’Asìa: «Col decreto rifiuti passerà alla Provincia»

Sindaca preoccupata. La Tarsu? si rischiano altri aumenti

 NAPOLI — La gestione dell’intero ciclo dei rifiuti, incasso della Tarsu compresa, che dai Comuni passa alle Province sta scatenando un terremoto tra i sindaci della Campania che, col passare dei giorni, cominciano a fare i conti con quello che andranno a perdere. Pur rimanendo responsabili della raccolta. Mentre Rosa Russo Iervolino mette in guardia: «Se il decreto del governo resta così com’è, l’Asìa diventa un’azienda provinciale, questo è ovvio». Semplice semplice, la sindaca napoletana racconta come, se non interverranno modifiche quando il decreto legge che chiude l’emergenza in Campania e trasferisce la gestione alle società provinciali dell’intero ciclo di rifiuti diverrà legge, il Comune di Napoli «perderà» una società — peraltro presieduta dal suo capo di Gabinetto, Pasquale Losa, «che non solo abbiamo capitalizzato più delle altre, ma alla quale abbiamo anche trasferito immobili di proprietà comunale di notevole importanza».

Insomma, anni e anni di gestione dell’Asìa, di investimenti, Rosa Russo Iervolino non intende passarli ad altri. Come invece sembrerebbe essere, con oltre 2.500 dipendenti diretti e altri 500 della società che lavora in appalto con Asìa, che presto potrebbero fare capo direttamente a piazza Matteotti e non più al Comune di Napoli che, al momento, garantisce — e dovrà continuare comunque a farlo per altro tempo ancora — alla sua azienda Partecipata 14 milioni di euro mensili per il fabbisogno mensile, con versamenti in due tranche mensili (il 6 e il 15 di ogni mese) per complessivi 170 milioni di euro l’anno circa. Ma questa è solo una delle conseguenze del decreto sulla chiusura dell’emergenza rifiuti e che prevede il trasferimento della gestione dei ciclo dei rifiuti alle Provincie le quali daranno vita a società provinciali per la gestione. A meno che, il documento «migliorativo» di 6 punti stilato ieri dai sindaci, non venga recepito.

Oggi, a Roma, Bertolaso incontrerà l’Anci per ascoltare le indicazioni emerse ieri con moltissimi sindaci della Campania che, intimoriti dell’aumento della tassa sui rifiuti, si sono dati appuntamento al Maschio Angioino per criticare in maniera bipartizan le decisioni del governo. Anche se non sono mancati distinguo forti sull’atteggiamento da tenere. Due su tutti: quello di Rosa Russo Iervolino e quello di Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno, che ha detto chiaro e tondo: «Le provincie non devono gestire proprio niente perché non c’entrano niente», ha detto De Luca. Che ha aggiunto: «Noi, a Salerno, non daremo neppure una carta alla Provincia. Nemmeno se vengono con le forze armate. Noi chiediamo solo di lavorare in pace in una città che è una città-giardino, una realtà dove raggiungiamo risultati di eccellenza nella raccolta differenziata, e non permetteremo che si vadano ad ingrossare carrozzoni clientelari come le nuove società provinciali che assorbiranno solo chi è stato assunto in esubero». De Luca entra nel dettaglio, e rimarca: «Ma davvero si può immaginare che una società unica gestisca una provincia di tre milioni di abitanti come quella di Napoli? A chi lo ha pensato questo decreto, andrebbe fatto il Trattamento sanitario obbligatorio». Più diplomatica, invece, la sindaca Iervolino, che invece dice: «Le carte le daremo tutte, ci mancherebbero. Ma il decreto è incostituzionale, la Tarsu non possono togliercela. Anzi, temo proprio che se il decreto passasse così com’è, la Tarsu potrebbe aumentare notevolmente». Rischio che ovviamente si abbatterebbe per intero sulle tasche dei cittadini. Come del resto sta già avvenendo a Napoli, dove da un anno all’altro la Tarsu è aumentata del 60 per cento. E chissà se finisce qui.

Paolo Cuozzo
12 gennaio 2010

Corriere della Sera

sognare ad occhi aperti una città sostenibile?

lunedì, novembre 30th, 2009

grazie a Malmö si può!

A Malmö le prime 2mila famiglie a zero emissioni.

impatto-positivo

 Sarà il fiore all’occhiello della prossima conferenza Onu sul clima di Copenhagen. Le prime duemila famiglie d’Europa (e forse al mondo) a emissioni zero (anzi negative) e completa sostenibilità. L’area si chiama Western Harbour, baia occidentale, «un milione di metri quadri con ottomila abitanti – spiega Karin Jarl-Mansson, ceo di E.On Heat Sweden – su cui lavoriamo da oltre dieci anni, con un investimento di dieci milioni di euro, di cui sette da parte di E.On e tre dalla municipalità e dal governo svedese».

Da Copenhagen basta attraversare il ponte sul Baltico e sbarcare in Svezia, a Malmö. La sua Western Harbour «fino a 15 anni fa era uno dei poli cantieristici più importanti del mondo – racconta Illmar Reepalu, sindaco di Malmö – poi è arrivata una crisi distruttiva. Nei primi anni 90 la disoccupazione era al 20%, ai massimi storici della Svezia». Oggi invece la baia occidentale è una località turistica di moda (in estate il suo litorale è affollato), sede di piccole imprese ad alta tecnologia e di professionisti. La stima è che, in una decade, il suo valore immobiliare si sia moltiplicato per dieci, rispetto ai tempi bui del crollo della cantieristica.

Una sorta di miracolo, ma costruito con pazienza e innovazione lungo dieci anni.

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Salerno per tutti: Progetto “Raccolta Differenziata”

giovedì, gennaio 17th, 2008

Progetto “Raccolta Differenziata”

Questo progetto, attualmente in fase di sviluppo, si propone di offrire un quadro informativo aggiornato sulla raccolta differenziata a Salerno, in collaborazione l’Amministrazione Comunale e
con il gestore Consorzio di Bacino Salerno 2.
In questo sito si presenteranno e raccoglieranno le informazioni relative alle modalità di raccolta ed alla localizzazione dei raccoglitori. Per i diversi quartieri, sarà reso disponibile l’elenco con la distribuzione dei diversi contenitori, con le relative mappe. In attesa del porta a porta e del completamento del ciclo dei rifiuti.

Fonte : salernopertutti link

Rifiuti, la campagna è disponibile ad accoglierli!

lunedì, gennaio 14th, 2008

Coldiretti, con la raccolta differenziata le sostanze organiche possono essere restituite come compost!
Le imprese agricole sono disponibili ad accogliere i rifiuti se verrà avviata in Campania la raccolta differenziata per le sostanze organiche che possono essere restituite come compost al suolo per migliorare la fertilità dei terreni agricoli e la crescita delle piante. E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che si tratta di una soluzione che farebbe ridurre di un terzo i rifiuti da smaltire nelle discariche con minore impatto ambientale. Si tratta di rendere disponibili i centri di raccolta per le sostanze organiche umide oltre che per il vetro e la plastica. Con la raccolta differenziata degli avanzi della tavola si può arrivare a recuperare un chilo al giorno di rifiuti per famiglia da trasformare in compost o humus da distribuire nei terreni. “La Coldiretti è già disponibile ad avviare la raccolta differenziata di materiali impiegati nell’attività agricola come film plastici e contenitori in apposite piattaforme allestite offrendo un contributo sul piano logistico”, afferma il direttore della Coldiretti Campania, Vito Amendolara. Dopo gli episodi di criminalità con lo smaltimento nei suoli agricoli di sostanze tossiche, occorre – avverte la Coldiretti – vigilare sulla correttezza delle operazioni e sugli impianti di compostaggio. Le condizioni per la diffusione del compost in agricoltura sono l’introduzione del sistema di rintracciabilità; l’indicazione in etichetta delle matrici utilizzate e dello stabilimento di provenienza; maggiori informazioni agronomiche in etichetta (in riferimento alle tipologie di impiego); l’introduzione di un marchio legato al sistema produttivo; la diffusione del sistema di certificazione di prodotto.

Fonte : agronotizie

Thor, il nuovo sistema di riciclaggio “indifferenziato”

giovedì, gennaio 10th, 2008

Thor, un sistema sviluppato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche insieme alla Società ASSING SpA di Roma, che permette di recuperare e raffinare tutti i rifiuti e trasformarli in materiali da riutilizzare e in combustibile dall’elevato potere calorico, senza passare per i cassonetti separati della raccolta differenziata.
Un passo oltre la raccolta differenziata e il semplice incenerimento, con cui i rifiuti diventano una risorsa e che comporta un costo decisamente inferiore a quello di un inceneritore. Thor (Total house waste recycling – riciclaggio completo dei rifiuti domestici) è una tecnologia ideata e sviluppata interamente in Italia dalla ricerca congiunta pubblica e privata, che si basa su un processo di raffinazione meccanica (meccano-raffinazione) dei materiali di scarto, i quali vengono trattati in modo da separare tutte le componenti utili dalle sostanze dannose o inservibili.

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alternative agli inceneritori

domenica, gennaio 6th, 2008

Beppe Grillo propone sul suo blog alternative agli inceneritori.

Scarica il file: le_alternative_agli_inceneritori.pdf