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sognare ad occhi aperti una città sostenibile?

lunedì, novembre 30th, 2009

grazie a Malmö si può!

A Malmö le prime 2mila famiglie a zero emissioni.

impatto-positivo

 Sarà il fiore all’occhiello della prossima conferenza Onu sul clima di Copenhagen. Le prime duemila famiglie d’Europa (e forse al mondo) a emissioni zero (anzi negative) e completa sostenibilità. L’area si chiama Western Harbour, baia occidentale, «un milione di metri quadri con ottomila abitanti – spiega Karin Jarl-Mansson, ceo di E.On Heat Sweden – su cui lavoriamo da oltre dieci anni, con un investimento di dieci milioni di euro, di cui sette da parte di E.On e tre dalla municipalità e dal governo svedese».

Da Copenhagen basta attraversare il ponte sul Baltico e sbarcare in Svezia, a Malmö. La sua Western Harbour «fino a 15 anni fa era uno dei poli cantieristici più importanti del mondo – racconta Illmar Reepalu, sindaco di Malmö – poi è arrivata una crisi distruttiva. Nei primi anni 90 la disoccupazione era al 20%, ai massimi storici della Svezia». Oggi invece la baia occidentale è una località turistica di moda (in estate il suo litorale è affollato), sede di piccole imprese ad alta tecnologia e di professionisti. La stima è che, in una decade, il suo valore immobiliare si sia moltiplicato per dieci, rispetto ai tempi bui del crollo della cantieristica.

Una sorta di miracolo, ma costruito con pazienza e innovazione lungo dieci anni.

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Berlusconi non premia il risparmio energetico mentre in Germania centrano gli obiettivi di Kyoto con 4 anni di anticipo

domenica, novembre 30th, 2008

Tedeschi: Primi, come sempre.

Italiani…sempre ultimi!
Manovra anticrisi del governo Italiano non premia il risparmio energetico di imprese e abitazioni, mentre il resto del mondo punta sull’energia rinnovabile e le politiche ambientali per uscire dalla crisi.
Perchè l’Italia tarda a comprendere l’importanza della salvaguardia ambientale?

Ha ragione il Financial time nel dire che la colpa è dei giochi politici di Berlusconi?
Sul Financial time si scrive infatti: “L’Italia fa giochi politici sul tema dei cambiamenti climatici . A metà del 2007″, ricorda FT, “quando i ministri europei comunicarono l’ambizioso obiettivo del 20-20-20, l’Italia era in prima linea con il governo di centrosinistra e il verde Ministro dell’Ambiente, Pecoraro Scanio era, forse, il ministro più odiato dagli industriali”.
La scena è ora cambiata con “un’industriale come ministro” (Stefania Prestigiacomo) e con un esecutivo “più in sintonia con la grande lobby degli industriali che con la lotta contro i cambiamenti climatici”.

L’Italia si oppone ora ai progetti europei per il taglio delle emissioni di anidride carbonica del 20% entro il 2020, “dichiarando che costerebbe alle aziende italiane il 40% in più”, per l’aumento del 20% dell’energia ricavata da fonti rinnovabili e per il miglioramente dell’efficienza energetica.

Il governo italiano propone ora di rivedere gli accordi dopo la conferenza di Copenaghen del prossimo anno al fine di “rivedere il trattato di Kyoto” spingendo anche per ulteriori “concessioni ai fabbricanti di autovetture richiesti dalla legge europea di ridurre le emissioni entro il 2012″.

L’articolo sottolinea come negli ambienti europei “gli Italiani siano visti come quelli che stanno facendo giochi politici su una iniziativa sulla quale l’Unione Europea ha investito molta della sua credibilità”. Il dato di fatto è che ” a differenza della Gran Bretagna, l’Italia ha ancora una forte presenza manifatturiera e che, a differenza della Francia, ha rinunciato al nucleare nel 1987″; secondo dati statunitensi questa situazione ha comportato che “le emissioni pro capite sono aumentate del 4,3% dal 2000 al 2005 mentre solo del 1.2% in Francia, 2.5% in Germania e, addirittura, una riduzione dello 0.7% in Germania”.

Intanto i Tedeschi continuano a dimostrare che lottare per l’ambiente si può e si deve!

“I tedeschi che, proprio l’altro giorno, per bocca della loro Cancelliera, Angela Merkel, avevano chiesto espressamente di non modificare gli obiettivi della lotta ai cambiamenti climatici della UE, hanno reso noto di aver raggiunto gli obiettivi fissati dal Protocollo di Kyoto. Con 4 anni di anticipo, rispetto alla scadenza prevista per il 2012. La Germania ha, infatti, ridotto del 22,4% le emissioni di gas climalteranti rispetto al livello di emissioni registrato nel 1990, raggiungendo l’obiettivo della riduzione del 20%,anzi, migliorandolo del 2,4%”.

A questo punto è urgente che gli italiani si chiedano se sia giusto bloccare le agevolazioni fiscali a favore del risparmio energetico!

Clima, Bruxelles: «Sbalorditi dall’Italia»

mercoledì, ottobre 22nd, 2008

Il greco Dimas, commissario all’Ambiente: «Le stime fornite da Roma sui costi sono sproporzionate»
Intanto è tensione tra il governo italiano e la Commissione di Bruxelles, dopo che il commissario europeo all’Ambiente, Stavros Dimas, ha dichiarato che i dati italiani sui costi che il ‘Pacchetto clima-energia’ avrebbe sul sistema industriale nazionale (-1,14% del Pil) «non hanno nulla a che vedere con il Pacchetto Ue». Il commissario, rispondendo alla domanda di un giornalista nel corso di una conferenza stampa sulla deforestazione, aggiunge: «L’Italia è uno dei Paesi che ne uscirà meglio. Non capisco perché veda le cose così pessimisticamente, considerando che ha le competenze necessarie per l’innovazione e grandi possibilità in materia di energie rinnovabili».

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UE: confermati i tagli alla CO2

martedì, ottobre 14th, 2008

Governo e industria italiana, insieme al blocco dei Paesi ex comunisti, chiedevano di rivedere il pacchetto dei tagli alle emissioni di CO2 previsto dalla Commissione Europea.

La commissione Ambiente dell’Europarlamento ha approvato, con 44 voti contro 20 (e 1 astenuto), la parte più importante e controversa del pacchetto dell’Unione Europea su clima ed energia, riguardante la nuova ‘borsa delle emissioni’ di gas serra (Ets) che funzionerà dal 2013 al 2020.

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Il dossier di Legambiente “8 mosse per il clima”

domenica, dicembre 9th, 2007

Legambiente a Bali. 8 mosse per il clima
In occasione della conferenza di Bali delle Nazioni Unite Legambiente presenta il dossier “8 mosse per il clima”, le scelte indispensabili per fermare i cambiamenti climatici

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Finanziaria 2008: servono modifiche pro-Kyoto

mercoledì, novembre 14th, 2007

L’Italia potrebbe evitare di pagare un miliardo di euro per Kyoto se sfruttasse appieno il potenziale di assorbimento del suo patrimonio forestale. Una proposta di revisione nel testo della Finanziaria 2008, attualmente in circolazione, a cura del Gruppo di Lavoro “Agricolture e Foreste” del Kyoto Club.

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E’ nato il primo ‘Bosco per Kyoto’

domenica, novembre 11th, 2007

è nato ufficialmente il primo “Bosco per Kyoto”.
L’iniziativa legata all’omonimo progetto – voluto dal presidente
della Repubblica Giorgio Napolitano e ideato dal suo predecessore, Carlo Azeglio Ciampi – è gestita da Accademia Kronos e nella Tuscia ha visto la parte scientifica e
tecnica affidata all’ateneo viterbese sotto la responsabilità della direttrice
del Dipartimento di Scienze Ambientali Anna Maria Fausto.
A finanziare l’operazione è stato l’assessorato all’Ambiente della Provincia,
mentre progettazione e realizzazione dell’impianto forestale sono stati a carico all’equipe del professor Riccardo Valentini.
Decine di bambini si sono dati appuntamento sull’area di 3 ettari nei pressi dell’azienda agricola comunale “Rocca Respampani”,in località “La Gnignera” a Monteromano, per dare vita materialmente al bosco.
Insieme a loro, l’assessore all’Ambiente Tolmino Piazzai, il presidente di Accademia Kronos Ennio La Malfa, la professoressa Fausto, il sindaco Domenico Pengo e il comandante provinciale del Corpo Forestale Pietro Leoni. L’area di Monteromano diventerà inoltre un centro permanente di didattica forestale, legata allo studio dell’effetto serra e dei cambiamenti climatici. L’assessore Piazzai l’11 gennaio del 2008 riceverà in Campidoglio il premio che porta il nome dell’iniziativa.

- Fonte: tusciaweb -