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Lettera aperta dei dipendenti dell’ENSE

venerdì, luglio 2nd, 2010

leggo solo ora la lettera dei dipendenti dell’ENSE, Ente Nazionale delle Sementi Elette, che rischia la chiusura ed accorpamento con l’ente pubblico INRAN, Istituto Nazionale per la Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione di Roma.

ritengo mio dovere dimostrare solidarietà nei confronti dei numerosi colleghi che vi lavorano e che rischiano di perdere il lavoro.

invito tutti a visitare il sito: http://www.ense.it/ per la lettura della lettera e sostenere questo importante ente, che risulta totalmente autofinanziato e che non riceve alcun contributo pubblico!

emergenza rifiuti…la storia continua!

martedì, gennaio 12th, 2010

Iervolino, addio all’Asìa: «Col decreto rifiuti passerà alla Provincia»

Sindaca preoccupata. La Tarsu? si rischiano altri aumenti

 NAPOLI — La gestione dell’intero ciclo dei rifiuti, incasso della Tarsu compresa, che dai Comuni passa alle Province sta scatenando un terremoto tra i sindaci della Campania che, col passare dei giorni, cominciano a fare i conti con quello che andranno a perdere. Pur rimanendo responsabili della raccolta. Mentre Rosa Russo Iervolino mette in guardia: «Se il decreto del governo resta così com’è, l’Asìa diventa un’azienda provinciale, questo è ovvio». Semplice semplice, la sindaca napoletana racconta come, se non interverranno modifiche quando il decreto legge che chiude l’emergenza in Campania e trasferisce la gestione alle società provinciali dell’intero ciclo di rifiuti diverrà legge, il Comune di Napoli «perderà» una società — peraltro presieduta dal suo capo di Gabinetto, Pasquale Losa, «che non solo abbiamo capitalizzato più delle altre, ma alla quale abbiamo anche trasferito immobili di proprietà comunale di notevole importanza».

Insomma, anni e anni di gestione dell’Asìa, di investimenti, Rosa Russo Iervolino non intende passarli ad altri. Come invece sembrerebbe essere, con oltre 2.500 dipendenti diretti e altri 500 della società che lavora in appalto con Asìa, che presto potrebbero fare capo direttamente a piazza Matteotti e non più al Comune di Napoli che, al momento, garantisce — e dovrà continuare comunque a farlo per altro tempo ancora — alla sua azienda Partecipata 14 milioni di euro mensili per il fabbisogno mensile, con versamenti in due tranche mensili (il 6 e il 15 di ogni mese) per complessivi 170 milioni di euro l’anno circa. Ma questa è solo una delle conseguenze del decreto sulla chiusura dell’emergenza rifiuti e che prevede il trasferimento della gestione dei ciclo dei rifiuti alle Provincie le quali daranno vita a società provinciali per la gestione. A meno che, il documento «migliorativo» di 6 punti stilato ieri dai sindaci, non venga recepito.

Oggi, a Roma, Bertolaso incontrerà l’Anci per ascoltare le indicazioni emerse ieri con moltissimi sindaci della Campania che, intimoriti dell’aumento della tassa sui rifiuti, si sono dati appuntamento al Maschio Angioino per criticare in maniera bipartizan le decisioni del governo. Anche se non sono mancati distinguo forti sull’atteggiamento da tenere. Due su tutti: quello di Rosa Russo Iervolino e quello di Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno, che ha detto chiaro e tondo: «Le provincie non devono gestire proprio niente perché non c’entrano niente», ha detto De Luca. Che ha aggiunto: «Noi, a Salerno, non daremo neppure una carta alla Provincia. Nemmeno se vengono con le forze armate. Noi chiediamo solo di lavorare in pace in una città che è una città-giardino, una realtà dove raggiungiamo risultati di eccellenza nella raccolta differenziata, e non permetteremo che si vadano ad ingrossare carrozzoni clientelari come le nuove società provinciali che assorbiranno solo chi è stato assunto in esubero». De Luca entra nel dettaglio, e rimarca: «Ma davvero si può immaginare che una società unica gestisca una provincia di tre milioni di abitanti come quella di Napoli? A chi lo ha pensato questo decreto, andrebbe fatto il Trattamento sanitario obbligatorio». Più diplomatica, invece, la sindaca Iervolino, che invece dice: «Le carte le daremo tutte, ci mancherebbero. Ma il decreto è incostituzionale, la Tarsu non possono togliercela. Anzi, temo proprio che se il decreto passasse così com’è, la Tarsu potrebbe aumentare notevolmente». Rischio che ovviamente si abbatterebbe per intero sulle tasche dei cittadini. Come del resto sta già avvenendo a Napoli, dove da un anno all’altro la Tarsu è aumentata del 60 per cento. E chissà se finisce qui.

Paolo Cuozzo
12 gennaio 2010

Corriere della Sera

E’ nato il primo ‘Bosco per Kyoto’

domenica, novembre 11th, 2007

è nato ufficialmente il primo “Bosco per Kyoto”.
L’iniziativa legata all’omonimo progetto – voluto dal presidente
della Repubblica Giorgio Napolitano e ideato dal suo predecessore, Carlo Azeglio Ciampi – è gestita da Accademia Kronos e nella Tuscia ha visto la parte scientifica e
tecnica affidata all’ateneo viterbese sotto la responsabilità della direttrice
del Dipartimento di Scienze Ambientali Anna Maria Fausto.
A finanziare l’operazione è stato l’assessorato all’Ambiente della Provincia,
mentre progettazione e realizzazione dell’impianto forestale sono stati a carico all’equipe del professor Riccardo Valentini.
Decine di bambini si sono dati appuntamento sull’area di 3 ettari nei pressi dell’azienda agricola comunale “Rocca Respampani”,in località “La Gnignera” a Monteromano, per dare vita materialmente al bosco.
Insieme a loro, l’assessore all’Ambiente Tolmino Piazzai, il presidente di Accademia Kronos Ennio La Malfa, la professoressa Fausto, il sindaco Domenico Pengo e il comandante provinciale del Corpo Forestale Pietro Leoni. L’area di Monteromano diventerà inoltre un centro permanente di didattica forestale, legata allo studio dell’effetto serra e dei cambiamenti climatici. L’assessore Piazzai l’11 gennaio del 2008 riceverà in Campidoglio il premio che porta il nome dell’iniziativa.

- Fonte: tusciaweb -