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Una soluzione per l’emergenza rifiuti in Campania:

venerdì, aprile 30th, 2010

Una soluzione per l’emergemza gli impianti di compostaggio in Campania:

 gli impianti per il trattamento della frazione organica.

Scopo di questa breve relazione è dimostrare come, nonostante da più parti si sia portati a

ritenere che la drammatica emergenza rifiuti campana sia ormai terminata, ancora oggi in questa 

regione, nel mentre si concentrano enormi risorse ed energie per realizzare, con grosse difficoltà e 

al prezzo di un ulteriore inquinamento dell’ambiente, l’ultimo anello dell’impiantistica al servizio 

della filiera di gestione dei rifiuti (quello dell’incenerimento), manchi invece il primo fondamentale 

anello di tale impiantistica, necessario al recupero e alla valorizzazione, anche a fini agronomici, 

della frazione organica. Manca cioè, perché “sabotata” o volutamente “non realizzata”, 

quell’impiantistica, dalla tecnologia non molto complessa e dai costi abbastanza contenuti, che si 

sarebbe potuta realizzare in pochissimi mesi e che avrebbe consentito di evitare, sorretta anche solo 

da una semplice separazione secco-umido dei rifiuti, quel disastro dalle proporzioni bibliche che la 

popolazione campana ha dovuto subire in particolare tra la fine del 2007 e i primi mesi del 2008. 

Ancora oggi, quindi, la sfida è quella di trasformare con poche risorse e in tempi relativamente 

brevi il “problema” rifiuti in “risorsa” per uno dei territori più fertili e devastati d’Italia e forse 

d’Europa. 

emergenza rifiuti…la storia continua!

martedì, gennaio 12th, 2010

Iervolino, addio all’Asìa: «Col decreto rifiuti passerà alla Provincia»

Sindaca preoccupata. La Tarsu? si rischiano altri aumenti

 NAPOLI — La gestione dell’intero ciclo dei rifiuti, incasso della Tarsu compresa, che dai Comuni passa alle Province sta scatenando un terremoto tra i sindaci della Campania che, col passare dei giorni, cominciano a fare i conti con quello che andranno a perdere. Pur rimanendo responsabili della raccolta. Mentre Rosa Russo Iervolino mette in guardia: «Se il decreto del governo resta così com’è, l’Asìa diventa un’azienda provinciale, questo è ovvio». Semplice semplice, la sindaca napoletana racconta come, se non interverranno modifiche quando il decreto legge che chiude l’emergenza in Campania e trasferisce la gestione alle società provinciali dell’intero ciclo di rifiuti diverrà legge, il Comune di Napoli «perderà» una società — peraltro presieduta dal suo capo di Gabinetto, Pasquale Losa, «che non solo abbiamo capitalizzato più delle altre, ma alla quale abbiamo anche trasferito immobili di proprietà comunale di notevole importanza».

Insomma, anni e anni di gestione dell’Asìa, di investimenti, Rosa Russo Iervolino non intende passarli ad altri. Come invece sembrerebbe essere, con oltre 2.500 dipendenti diretti e altri 500 della società che lavora in appalto con Asìa, che presto potrebbero fare capo direttamente a piazza Matteotti e non più al Comune di Napoli che, al momento, garantisce — e dovrà continuare comunque a farlo per altro tempo ancora — alla sua azienda Partecipata 14 milioni di euro mensili per il fabbisogno mensile, con versamenti in due tranche mensili (il 6 e il 15 di ogni mese) per complessivi 170 milioni di euro l’anno circa. Ma questa è solo una delle conseguenze del decreto sulla chiusura dell’emergenza rifiuti e che prevede il trasferimento della gestione dei ciclo dei rifiuti alle Provincie le quali daranno vita a società provinciali per la gestione. A meno che, il documento «migliorativo» di 6 punti stilato ieri dai sindaci, non venga recepito.

Oggi, a Roma, Bertolaso incontrerà l’Anci per ascoltare le indicazioni emerse ieri con moltissimi sindaci della Campania che, intimoriti dell’aumento della tassa sui rifiuti, si sono dati appuntamento al Maschio Angioino per criticare in maniera bipartizan le decisioni del governo. Anche se non sono mancati distinguo forti sull’atteggiamento da tenere. Due su tutti: quello di Rosa Russo Iervolino e quello di Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno, che ha detto chiaro e tondo: «Le provincie non devono gestire proprio niente perché non c’entrano niente», ha detto De Luca. Che ha aggiunto: «Noi, a Salerno, non daremo neppure una carta alla Provincia. Nemmeno se vengono con le forze armate. Noi chiediamo solo di lavorare in pace in una città che è una città-giardino, una realtà dove raggiungiamo risultati di eccellenza nella raccolta differenziata, e non permetteremo che si vadano ad ingrossare carrozzoni clientelari come le nuove società provinciali che assorbiranno solo chi è stato assunto in esubero». De Luca entra nel dettaglio, e rimarca: «Ma davvero si può immaginare che una società unica gestisca una provincia di tre milioni di abitanti come quella di Napoli? A chi lo ha pensato questo decreto, andrebbe fatto il Trattamento sanitario obbligatorio». Più diplomatica, invece, la sindaca Iervolino, che invece dice: «Le carte le daremo tutte, ci mancherebbero. Ma il decreto è incostituzionale, la Tarsu non possono togliercela. Anzi, temo proprio che se il decreto passasse così com’è, la Tarsu potrebbe aumentare notevolmente». Rischio che ovviamente si abbatterebbe per intero sulle tasche dei cittadini. Come del resto sta già avvenendo a Napoli, dove da un anno all’altro la Tarsu è aumentata del 60 per cento. E chissà se finisce qui.

Paolo Cuozzo
12 gennaio 2010

Corriere della Sera

vota la terra!

lunedì, novembre 16th, 2009

non possiamo farci sfuggire questa occasione per dare il nostro minimo contributo al nostro amato pianeta…wwf lancia il voto simbolico per arrivare numerosi all’evento più importante del momento: il vertice sul clima che si terrà a copenaghen tra soli 20 giorni.
puoi partecipare in modo del tutto anonimo e gratuito semplicemente esprimendo il tuo voto per salvare il pianeta…”non rendiamo questo vertice l’ennesimo evento bello ma inutile!”

vota la terra! vota la terra

Mani Tese cerca volontari!

venerdì, novembre 6th, 2009

cerchiamo_volontariDal 5 al 24 Dicembre 2009 i volontari di Mani Tese saranno presenti nelle librerie Feltrinelli di tutta Italia, dove si occuperanno di impacchettare i regali acquistati dai clienti.
Le offerte raccolte sosterranno Mani Tese nel suo impegno in Italia e nei Paesi del Sud del Mondo per garantire a tutti i popoli il diritto di decidere le proprie politiche agricole ed alimentari.

Berlusconi non premia il risparmio energetico mentre in Germania centrano gli obiettivi di Kyoto con 4 anni di anticipo

domenica, novembre 30th, 2008

Tedeschi: Primi, come sempre.

Italiani…sempre ultimi!
Manovra anticrisi del governo Italiano non premia il risparmio energetico di imprese e abitazioni, mentre il resto del mondo punta sull’energia rinnovabile e le politiche ambientali per uscire dalla crisi.
Perchè l’Italia tarda a comprendere l’importanza della salvaguardia ambientale?

Ha ragione il Financial time nel dire che la colpa è dei giochi politici di Berlusconi?
Sul Financial time si scrive infatti: “L’Italia fa giochi politici sul tema dei cambiamenti climatici . A metà del 2007″, ricorda FT, “quando i ministri europei comunicarono l’ambizioso obiettivo del 20-20-20, l’Italia era in prima linea con il governo di centrosinistra e il verde Ministro dell’Ambiente, Pecoraro Scanio era, forse, il ministro più odiato dagli industriali”.
La scena è ora cambiata con “un’industriale come ministro” (Stefania Prestigiacomo) e con un esecutivo “più in sintonia con la grande lobby degli industriali che con la lotta contro i cambiamenti climatici”.

L’Italia si oppone ora ai progetti europei per il taglio delle emissioni di anidride carbonica del 20% entro il 2020, “dichiarando che costerebbe alle aziende italiane il 40% in più”, per l’aumento del 20% dell’energia ricavata da fonti rinnovabili e per il miglioramente dell’efficienza energetica.

Il governo italiano propone ora di rivedere gli accordi dopo la conferenza di Copenaghen del prossimo anno al fine di “rivedere il trattato di Kyoto” spingendo anche per ulteriori “concessioni ai fabbricanti di autovetture richiesti dalla legge europea di ridurre le emissioni entro il 2012″.

L’articolo sottolinea come negli ambienti europei “gli Italiani siano visti come quelli che stanno facendo giochi politici su una iniziativa sulla quale l’Unione Europea ha investito molta della sua credibilità”. Il dato di fatto è che ” a differenza della Gran Bretagna, l’Italia ha ancora una forte presenza manifatturiera e che, a differenza della Francia, ha rinunciato al nucleare nel 1987″; secondo dati statunitensi questa situazione ha comportato che “le emissioni pro capite sono aumentate del 4,3% dal 2000 al 2005 mentre solo del 1.2% in Francia, 2.5% in Germania e, addirittura, una riduzione dello 0.7% in Germania”.

Intanto i Tedeschi continuano a dimostrare che lottare per l’ambiente si può e si deve!

“I tedeschi che, proprio l’altro giorno, per bocca della loro Cancelliera, Angela Merkel, avevano chiesto espressamente di non modificare gli obiettivi della lotta ai cambiamenti climatici della UE, hanno reso noto di aver raggiunto gli obiettivi fissati dal Protocollo di Kyoto. Con 4 anni di anticipo, rispetto alla scadenza prevista per il 2012. La Germania ha, infatti, ridotto del 22,4% le emissioni di gas climalteranti rispetto al livello di emissioni registrato nel 1990, raggiungendo l’obiettivo della riduzione del 20%,anzi, migliorandolo del 2,4%”.

A questo punto è urgente che gli italiani si chiedano se sia giusto bloccare le agevolazioni fiscali a favore del risparmio energetico!

Con Obama non cambiano le posizioni sul clima

sabato, novembre 8th, 2008

Secondo il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier la vittoria del candidato democratico non porterà nessun cambiamento radicale nella politica ambientale degli Stati Uniti.
Sul tema della lotta ai cambiamenti climatici la vittoria del candidato democratico Barack Obama non significherà nessun cambiamento radicale nella politica ambientale degli Stati Uniti, secondo il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier.
“Neppure ora la difesa dell’ambiente assumerà una posizione di preminenza assoluta negli Stati Uniti – ha detto Steinmeier ad una conferenza sul tema tenutasi a Friburgo, nella Germania del sud – poiché l’intero Paese non è pronto a dare il contributo necessario per attenuare le conseguenze negative del cambiamento climatico”.

Fonte : lanuovaecologia

Clima, Bruxelles: «Sbalorditi dall’Italia»

mercoledì, ottobre 22nd, 2008

Il greco Dimas, commissario all’Ambiente: «Le stime fornite da Roma sui costi sono sproporzionate»
Intanto è tensione tra il governo italiano e la Commissione di Bruxelles, dopo che il commissario europeo all’Ambiente, Stavros Dimas, ha dichiarato che i dati italiani sui costi che il ‘Pacchetto clima-energia’ avrebbe sul sistema industriale nazionale (-1,14% del Pil) «non hanno nulla a che vedere con il Pacchetto Ue». Il commissario, rispondendo alla domanda di un giornalista nel corso di una conferenza stampa sulla deforestazione, aggiunge: «L’Italia è uno dei Paesi che ne uscirà meglio. Non capisco perché veda le cose così pessimisticamente, considerando che ha le competenze necessarie per l’innovazione e grandi possibilità in materia di energie rinnovabili».

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UE: confermati i tagli alla CO2

martedì, ottobre 14th, 2008

Governo e industria italiana, insieme al blocco dei Paesi ex comunisti, chiedevano di rivedere il pacchetto dei tagli alle emissioni di CO2 previsto dalla Commissione Europea.

La commissione Ambiente dell’Europarlamento ha approvato, con 44 voti contro 20 (e 1 astenuto), la parte più importante e controversa del pacchetto dell’Unione Europea su clima ed energia, riguardante la nuova ‘borsa delle emissioni’ di gas serra (Ets) che funzionerà dal 2013 al 2020.

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Educazione ambientale in Campania

sabato, marzo 8th, 2008

Un approccio all’educazione ambientale

Multifunzionalità e sviluppo strategico per il settore agricolo

lunedì, gennaio 28th, 2008

Dalla sicurezza alimentare alla salvaguardia ambientale, dal sostegno all’occupazione allo sviluppo rurale. Funzioni e prerogative di una moderna agricoltura.
La multifunzionalità dell’agricoltura rappresenta una chiave strategica per la valorizzazione e lo sviluppo del settore.
Il termine “multifunzionalità” fa riferimento alle numerose funzioni proprie dell’agricoltura: produzione di alimenti e fibre, sicurezza alimentare, salvaguardia dell’ambiente, sostegno all’occupazione, mantenimento di attività economiche nelle zone a basso insediamento, sviluppo rurale.

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