z

Con Obama non cambiano le posizioni sul clima

Secondo il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier la vittoria del candidato democratico non porterà nessun cambiamento radicale nella politica ambientale degli Stati Uniti.
Sul tema della lotta ai cambiamenti climatici la vittoria del candidato democratico Barack Obama non significherà nessun cambiamento radicale nella politica ambientale degli Stati Uniti, secondo il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier.
“Neppure ora la difesa dell’ambiente assumerà una posizione di preminenza assoluta negli Stati Uniti – ha detto Steinmeier ad una conferenza sul tema tenutasi a Friburgo, nella Germania del sud – poiché l’intero Paese non è pronto a dare il contributo necessario per attenuare le conseguenze negative del cambiamento climatico”.

Fonte : lanuovaecologia

Il funerale dell’università

Un’Italia preoccupata, abbuiata e stanca, sull’orlo di una pericolosa recessione, avrebbe bisogno d’altro che della annunciata morte dell’Università.
Aldo Schiavone su Repubblica scrive che la morte dell’università avverrà fra l’inverno e la primavera del 2010. “Questo perchè in quell’arco di tempo a causa dei provvedimenti fatti da questo governo gli Atenei si vedranno trasferiti dall Stato circa 600 milioni di euro in meno, rispetto alle già magre quantità attuali: su un budget complessivo, cioè, che non arriva a sette miliardi. La cosa più grave, sottolinea Schiavone, è proprio il fatto che questa riforma non nasce dalla crisi dei mercati finanziari, ma già da prima e a freddo, con l’unico effetto di creare un’ennesima e gravissima emergenza, un altro stato d’eccezione scaraventato sulle famiglie italiane – soprattutto sulle giovani generazioni, il cui futuro si mette così a rischio in modo irresponsabile. Le Università, continua Schiavone, dovranno dichiarare lo stato d’insolvenza, e probabilmente non saranno più nemmeno capaci di pagare gli stipendi. Secondo quanto prescrive la legge, verranno commissariate dal Ministero. Per farne che? Chiuse, vendute ai privati, una volta scorporati i loro debiti, come Alitalia? Non si sa. L’unica certezza è questa: che dopo non esisterebbe più, e di colpo, un sistema universitario italiano in grado di funzionare. Per un Paese moderno, sarebbe l’apocalisse. è possibile che qualcuno la voglia davvero? e cosa accadrebbe, poi? l’università italiana è attraversata da distorsioni non superficiali, sulle quali si avventa da tempo un qualunquismo scandalistico e trasversale, di destra e di sinistra. La radiografia di questi mali è una registrazione impietosa di quasi tutte le ombre della nostra storia repubblicana: dalla miopia e dal provincialismo di una parte cospicua delle classi dirigenti, a una cultura sindacale che, quando è uscita dalle fabbriche per entrare nel pubblico impiego, ha finito con l’assumere quasi sempre un ruolo conservatore, schierato a difesa di piccole nicchie di privilegio….”
Allora Schiavone rivolge un invito a tutti: quello di battersi per scongiurare questa assurda minaccia: che il 2010 non sia la data di una morte premeditata e che l’intero sistema universitario italiano possa attraversarlo indenne.

Da la Repubblica del 30/10/2008

domande e risposte: la protesta degli studenti…

la protesta degli studenti è strumentalizzata?
no….la protesta non è uno strumento della politica di sinistra, la protesta nasce da un sentimento generale di tutti coloro che hanno capito che il futuro è a rischio! la gente e soprattutto i giovani non credono più ai politici e protestano contro di loro! figuriamoci se si fanno strumentalizzare così facilmente!

la protesta è fatta solo dai bamboccioni che aspirano al posto fisso?
no…la protesta è di tutti e per tutti! è fatta da più generazioni a confronto che sono semplicemente spinte dalla esasperazione nel vedere il futuro nero a causa di chi ormai da tempo ostacola con metodi diversi la crescita della cultura e della ricerca universitaria in Italia.

la protesta è fatta per i baroni universitari?
no…i baroni possono anche protestare e scendere in piazza per mantenere i loro privilegi, ma ciò che va chiarito è che chi lavora e vive l’università da precario non può non accorgersi di quanto questi privilegi non siano frutto di una vera meritocrazia. Come può il precario che ha portato avanti un’intera linea di ricerca lottando tra un contratto e l’altro e molte volte anche gratuitamente credere al barone universitario che spesso non ha neanche le competenze per comprendere le reali potenzialità della suddetta ricerca di cui si prende il merito e le glorie? Chi non protesta è chi non merita ma che striscia per mantenere la propria posizione.

i concorsi vinti all’università sono truccati?
no comment….sarebbe molto meglio a questo punto che il sistema della valutazione funzioni realmente come nei paesi anglosassoni….a quel punto non ci sarebbe bisogno neanche dei concorsi, ma solo di scelte dettate dalla produttività ai fini di una buona valutazione!

un dottorato di ricerca si vende bene alle aziende italiane?
assolutamente no
all’estero ?
si

di chi è la colpa se esiste la baronia universitaria?
ma chi li ha messi i baroni? la risposta è alquanto ovvia: i politici! quindi dovremmo credere che i tagli alla ricerca combatteranno la baronia? no comment!

qual è la soluzione?
sarebbe che chi va avanti nella ricerca o in qualsiasi altro lavoro (anche in un’azienda) per alcuni anni deve essere in qualche modo premiato perchè se non l’avesse meritato sarebbe stato mandato a casa molto tempo prima! e allora perchè i precari adesso ufficialmente grazie all’attuale governo oltre che essere precari devono andare a casa ancor più umiliati di prima, con la totale sicurezza che trovare un altro lavoro è un’impresa olimpionica?
chiedetelo al Brunetta o alla Gelmini!

La fabbrica dei docenti

Francesco Giavazzi scrive sul Corriere della Sera….

La situazione nelle nostre università è paradossale. Studenti e professori protestano contro una riforma che non esiste; il ministro, preoccupato dalle proteste, non si decide a spiegare quel che intende fare per riformare l’università. L’unica certezza è che nei prossimi mesi si svolgeranno nuovi concorsi per 2.000 posti di ricercatore e 4.000 posti di professore ordinario e associato, ai quali seguiranno, entro breve, altri 1.000 posti di ricercatore. In tutto 7.000 posti, più del dieci per cento dei docenti oggi di ruolo.

leggi tutto »

la riforma della scuola nasce “dal basso”

scuola

un pò di storia della scuola …

“Il 4 agosto del 2006, per la prima volta nella storia repubblicana, viene presentata alle istituzioni parlamentari una Legge di iniziativa popolare che interviene in modo organico sulla scuola, dalla materna alla media superiore, supportata da oltre 100.000 firme di cittadini e cittadine (Legge n° 1600 della XV Legislatura). Nell’autunno dello stesso anno, e sempre per la prima volta, una legge di iniziativa popolare viene assunta per la discussione nella commissione competente. Il dispositivo legislativo nasce “dal basso” su iniziativa di alcuni comitati di genitori e docenti che si erano opposti alle leggi di “riforma” proposte dai governi precedenti, movimento che si estende a tutto il territorio nazionale coinvolgendo trasversalmente i più diversi strati sociali e culturali”.

Clima, Bruxelles: «Sbalorditi dall’Italia»

Il greco Dimas, commissario all’Ambiente: «Le stime fornite da Roma sui costi sono sproporzionate»
Intanto è tensione tra il governo italiano e la Commissione di Bruxelles, dopo che il commissario europeo all’Ambiente, Stavros Dimas, ha dichiarato che i dati italiani sui costi che il ‘Pacchetto clima-energia’ avrebbe sul sistema industriale nazionale (-1,14% del Pil) «non hanno nulla a che vedere con il Pacchetto Ue». Il commissario, rispondendo alla domanda di un giornalista nel corso di una conferenza stampa sulla deforestazione, aggiunge: «L’Italia è uno dei Paesi che ne uscirà meglio. Non capisco perché veda le cose così pessimisticamente, considerando che ha le competenze necessarie per l’innovazione e grandi possibilità in materia di energie rinnovabili».

leggi tutto »

UE: confermati i tagli alla CO2

Governo e industria italiana, insieme al blocco dei Paesi ex comunisti, chiedevano di rivedere il pacchetto dei tagli alle emissioni di CO2 previsto dalla Commissione Europea.

La commissione Ambiente dell’Europarlamento ha approvato, con 44 voti contro 20 (e 1 astenuto), la parte più importante e controversa del pacchetto dell’Unione Europea su clima ed energia, riguardante la nuova ‘borsa delle emissioni’ di gas serra (Ets) che funzionerà dal 2013 al 2020.

leggi tutto »

Florever: Flora a Ercolano

Espositori esteri, nazionali e campani alla rassegna della floricoltura più importante del Mezzogiorno

La quattordicesima edizione di Flora, la più importante rassegna professionale del Mezzogiorno dedicata alla floricoltura e al florovivaismo ornamentale nonché leader in Italia e seconda in Europa nel segmento del fiore reciso, che si terrà dal 21 al 23 novembre 2008 presso il nuovo Mercato dei Fiori di Ercolano (Na).

leggi tutto »

Un altro allarmismo pericoloso: il latte cinese!

Ancora latte. Ovviamente cinese e alla melamina. Se ne è scritto sui giornali di questa settimana quasi quanto della crisi Alitalia. Ma almeno quest’ultimo è un problema tutto italiano. Il latte alla melamina no. A meno che non si voglia considerare come emergenza alimentare la presenza di qualche pacchetto di biscotti, rigorosamente cinesi, che potrebbero (il condizionale è voluto) contenere tracce di latte in polvere. Nessun giornale si è sottratto a questa corsa all’allarmismo alimentare,

leggi tutto »

PSR 2007-2013: al via i Bandi

Approvati i bandi del PSR 2007-2013 – Regione Campania
Vai al sito dei bandi della Regione Campania

Fonte : bandi psr