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Il problema del vino non è solo la crisi economica

La situazione economica mondiale porta a una riduzione dei consumi di alcune tipologie di prodotto, ma la nuova ocm impone comunque una rapida ristrutturazione del settore, che deve essere sempre più orientato al mercato.

di Gabriele Canali

Fonte : informatore agrario

Mani Tese cerca volontari!

cerchiamo_volontariDal 5 al 24 Dicembre 2009 i volontari di Mani Tese saranno presenti nelle librerie Feltrinelli di tutta Italia, dove si occuperanno di impacchettare i regali acquistati dai clienti.
Le offerte raccolte sosterranno Mani Tese nel suo impegno in Italia e nei Paesi del Sud del Mondo per garantire a tutti i popoli il diritto di decidere le proprie politiche agricole ed alimentari.

PSR 2007-2013: importo anticipi fino al 50%

E’ stato pubblicato sulla gazzetta ufficiale dell’Unione europea L111/5 del 5 maggio 2009 il Regolamento (CE) N. 363/2009 della commissione del 4 maggio 2009 che modifica il regolamento (CE) n. 1974/2006 della Commissione recante disposizioni di applicazione del Regolamento (CE) n. 1698/2005 del Consiglio sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR).

In forza di detto Regolamento all’articolo 56, paragrafo 2, primo comma, del Regolamento (CE) n. 1974/2006 è aggiunta la frase seguente:
«Per gli investimenti per i quali la decisione individuale di concessione del sostegno è adottata nel 2009 o nel 2010, l’importo degli anticipi può essere aumentato fino al 50 % dell’aiuto pubblico connesso all’investimento.».

Il provvedimento scaturisce dalla volontà di agevolare la realizzazione di progetti di investimento nell’attuale crisi economica e finanziaria

Di particolare rilievo è il fatto che, pur non violando il principio della certezza del diritto dei beneficiari interessati, la Commissione europea ha inteso dare applicazione retroattiva al regolamento, a decorrere dal 1 gennaio 2009, per coerenza con la data di applicazione del regolamento (CE) n. 74/2009. del 19gennaio2009 che modifica il regolamento (CE) n. 1698/2005 sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale(FEASR).

Primo maggio con le fave

di: Claudia Fortini

“E’ una tradizione per i romani che abbinano le fave al pecorino. I genovesi la gustano con il salame. In un giorno se ne consumeranno circa 30 milioni di chili

Gita fuori porta con le fave. Il primo maggio è una tradizione. Il pranzo della festa dei lavoratori ha il sapore dei ricordi e un gusto che si rinnova, in casa, nei prati, in famiglia e con gli amici.
La tovaglia stesa sull’erba, la fiaschetta di vino al centro, tutt’ intorno, sparse a generose manciate, le fave. Un abbinamento indissolubile con il pane e il pecorino.
E’ il primo maggio dei romani. Una tradizione. E’ il pranzo beneaugurate di un rito che apre le porte dell’estate e che unisce intorno alle fave la famiglia e gli amici.
A Roma piace con il pecorino, a Genova invece con il salame.
La festa dei lavoratori si caratterizza anche per il rituale consumo di un legume sfizioso e per una scorpacciata irrinunciabile di fave.
Fresca, secca, decorticata, surgelata, tostata e salata, oppure anche in scatola per il mercato estero, la fava vanta innumerevoli possibilità per essere cucinata. Ci sono le insalate primaverili ricche di fave con cipolla, i succulenti purè di fave e cicoria, l’abbinamento fave e scarola, le polpette di fave, la minestra di fave e la zuppa di fave secche. Il consiglio dei nutrizionisti è di sgranocchiarle anche come snack, al naturale oppure tostate e salate.
La Confederazione italiana agricoltori, stima che dal nord al sud d’Italia, in un solo giorno, se ne consumeranno circa 30 milioni di chili.
Il prezzo al consumo va da 1,5 euro in Puglia, in Sicilia e in Campania, fino ad arrivare ai 3 euro al chilo sui banchi nelle grandi città del centro e del nord.
Dagli anni ’50 ad oggi la superficie coltivata è fortemente diminuita. Si è passati da 500 mila ettari a poco più di 50 mila. In Italia oggi si producono circa 1,4 milioni di quintali complessivi di fave fresche e secche. I consumi avevano conosciuto un picco negli anni ’60 con 1,8 milioni di quintali, per poi scendere fino a toccare i minimi storici a cavallo tra gli anni ’90 e 2000 con meno di un milione di quintali.
Ora sembra che gli italiani abbiano riscoperto questo sfizioso legume e i consumi stanno crescendo sensibilmente. La Cia stima infatti, in circa due milioni di quintali, il consumo per il 2005. Un dato ottimo se contestualizzato all’interno di una flessione generale che sta investendo i consumi di tutta l’ortofrutta nostrana.
Proprio in occasione del primo maggio, la Cia ha realizzato uno studio sulla produzione e i consumi delle fave in Italia che, mette in evidenza anche le sue proprietà di impareggiabile elemento per il risparmio energetico. Infatti, ogni ettaro di fave produce duecento chilogrammi di azoto, per effetto della azotofissazione simbiotica. Considerato che la superficie totale coltivata a fave, nel 2004, è stata di circa 50 mila ettari, la coltivazione delle fave ha prodotto 100 mila quintali di azoto. Ipotizzando un titolo in azoto di circa 25 per cento, corrispondono a circa 400 mila quintali di fertilizzante che significa un risparmio significativo in termini energetici e ben 8 milioni di euro in termini economici”.

Fonte: http://www.agricolturaitalianaonline.gov.it/

Il ministro Zaia ha previsto misure a sostegno dell’agricoltura in abruzzo

 

‘Di fronte alla tragedia avvenuta in Abruzzo, la risposta delle istituzioni è immediata. Oggi il Cdm ha dato il via libera all’ordinanza che prevede una serie di misure urgenti a favore dei comuni colpiti dal terremoto: un sostegno concreto che riguarderà ovviamente anche il comparto agricolo, così duramente colpito dal sisma’. Lo ha annunciato il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia.
‘In particolare’, ha spiegato Zaia, ‘viene riconosciuta un’indennità di 800 euro al mese, per un periodo massimo di tre mesi, ai titolari di rapporti di attività agricole, agroindustriali, agrituristiche e zootecniche iscritti a qualsiasi forma obbligatoria di previdenza e assistenza e che abbiano dovuto sospendere l’attività a causa degli eventi sismici’.
L’indennità è erogata dall’Inps a richiesta degli interessati, accompagnata da apposita autocertificazione (ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica n.445 del 28.12.2000) e non concorre alla formazione del reddito.
Non solo: ai datori di lavoro e ai lavoratori autonomi del settore agricolo viene concessa fino al 31 dicembre 2009 la sospensione del versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali, compresa la quota a carico dei lavoratori dipendenti, nonché di quelli con contratto di collaborazione coordinata e continuativa.
Saranno oggetto di un successivo provvedimento le altre sospensioni annunciate dal ministro Zaia a sostegno del comparto agricolo (sospensione dei  termini relativi agli adempimenti e ai versamenti di natura tributaria; sospensione di tutti i termini relativi alle controversie giurisdizionali e amministrative e sospensione del versamento dei contributi consortili di bonifica gravanti sugli immobili agricoli ed extragricoli).
Il ministero infine sta già operando per ritirare attraverso l’Agea tutti i prodotti agricoli in giacenza nelle imprese danneggiate dal terremoto ed ha messo a disposizione il numero verde 800105166 per raccogliere le offerte di aiuto e dare informazioni sulle iniziative di solidarietà avviate dal Mipaaf e dalle Confederazioni Agricole a sostegno delle aziende colpite dal sisma. 

 

Fonte: Mipaaf – Ministero delle politiche agricole alimentari forestali

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oggi venerdì 10 aprile 2009: lutto nazionale per le vittime del terremoto in abruzzo

 

26403_lutto_thumb1Metti la pace dentro al tuo dolore

Per coloro che non sono più.

L’eco dei sogni che avevano in cuore

È ancora vivo e nell’aria non muore.

L’eco dei passi non s’è ancora spento

La loro voce risuona nel tempo

È già compiuta la loro speranza

E la tristezza è cambiata in danza.

Le loro lacrime sono asciugate

Son nella pace dei figli di Dio.

Crisi: soldi all’agricoltura ma le banche non aiutano!

Prendiamo una regione come la Lombardia, una delle più efficienti e veloci nel movimentare i settore produttivi; una sorta di traino per le altre regioni, rallentata dalle banche!
Le banche chiedono più garanzie e tassi elevati per finanziare i piani approvati del PSR 2007-2013. Fondi stanziati dalla Comunità Europea per sostenere l’agricoltura. Ecco come si organizzano in Lombardia: per superare l’emergenza costituito in Lombardia un consorzio che raggruppa i Confidi di tutti i settori.

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Agricoltori su Facebook!

L’ ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIOVANI AGRICOLTORI SU FACEBOOK!
Anche l’Anga, l’associazione nazionale dei giovani agricoltori, ha
creato un gruppo di amici su Facebook, il portale del momento,
condiviso da milioni di persone nel mondo. Sono presenti foto,
curiosità, iniziative, eventi, problematiche giovanili e discussioni
che riguardano l’agricoltura.

Fonte : facebook_group

Berlusconi non premia il risparmio energetico mentre in Germania centrano gli obiettivi di Kyoto con 4 anni di anticipo

Tedeschi: Primi, come sempre.

Italiani…sempre ultimi!
Manovra anticrisi del governo Italiano non premia il risparmio energetico di imprese e abitazioni, mentre il resto del mondo punta sull’energia rinnovabile e le politiche ambientali per uscire dalla crisi.
Perchè l’Italia tarda a comprendere l’importanza della salvaguardia ambientale?

Ha ragione il Financial time nel dire che la colpa è dei giochi politici di Berlusconi?
Sul Financial time si scrive infatti: “L’Italia fa giochi politici sul tema dei cambiamenti climatici . A metà del 2007″, ricorda FT, “quando i ministri europei comunicarono l’ambizioso obiettivo del 20-20-20, l’Italia era in prima linea con il governo di centrosinistra e il verde Ministro dell’Ambiente, Pecoraro Scanio era, forse, il ministro più odiato dagli industriali”.
La scena è ora cambiata con “un’industriale come ministro” (Stefania Prestigiacomo) e con un esecutivo “più in sintonia con la grande lobby degli industriali che con la lotta contro i cambiamenti climatici”.

L’Italia si oppone ora ai progetti europei per il taglio delle emissioni di anidride carbonica del 20% entro il 2020, “dichiarando che costerebbe alle aziende italiane il 40% in più”, per l’aumento del 20% dell’energia ricavata da fonti rinnovabili e per il miglioramente dell’efficienza energetica.

Il governo italiano propone ora di rivedere gli accordi dopo la conferenza di Copenaghen del prossimo anno al fine di “rivedere il trattato di Kyoto” spingendo anche per ulteriori “concessioni ai fabbricanti di autovetture richiesti dalla legge europea di ridurre le emissioni entro il 2012″.

L’articolo sottolinea come negli ambienti europei “gli Italiani siano visti come quelli che stanno facendo giochi politici su una iniziativa sulla quale l’Unione Europea ha investito molta della sua credibilità”. Il dato di fatto è che ” a differenza della Gran Bretagna, l’Italia ha ancora una forte presenza manifatturiera e che, a differenza della Francia, ha rinunciato al nucleare nel 1987″; secondo dati statunitensi questa situazione ha comportato che “le emissioni pro capite sono aumentate del 4,3% dal 2000 al 2005 mentre solo del 1.2% in Francia, 2.5% in Germania e, addirittura, una riduzione dello 0.7% in Germania”.

Intanto i Tedeschi continuano a dimostrare che lottare per l’ambiente si può e si deve!

“I tedeschi che, proprio l’altro giorno, per bocca della loro Cancelliera, Angela Merkel, avevano chiesto espressamente di non modificare gli obiettivi della lotta ai cambiamenti climatici della UE, hanno reso noto di aver raggiunto gli obiettivi fissati dal Protocollo di Kyoto. Con 4 anni di anticipo, rispetto alla scadenza prevista per il 2012. La Germania ha, infatti, ridotto del 22,4% le emissioni di gas climalteranti rispetto al livello di emissioni registrato nel 1990, raggiungendo l’obiettivo della riduzione del 20%,anzi, migliorandolo del 2,4%”.

A questo punto è urgente che gli italiani si chiedano se sia giusto bloccare le agevolazioni fiscali a favore del risparmio energetico!

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