z

archivio post della categoria 'Dall’Italia'

LEGGE 26/2/2011 n. 10 – APPROVATO DEFINITIVAMENTE IL DECRETO MILLEPROROGHE

mercoledì, marzo 2nd, 2011
Dopo un percorso parlamentare abbastanza tortuoso, il DL 29/12/2010 N. 225 – CONOSCIUTO COME DECRETO “MILLEPROROGHE” – è stato definitivamente convertito in Legge dal Parlamento -

Alcuni emendamenti previsti nella precedente stesura approvata dal Senato, sono stati cancellati (ad esempio vedasi lo stop alle demolizioni degli immobili abusivi in Campania).

Non è stato modificato il termine per l’accatastamento degli immobili “fantasma” che rimane fissato al 30 aprile 2011 -

Qui di seguito si riporta il testo definitivo dell’art. 5 bis

LEGGE 26 febbraio 2011, n. 10

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie. (11G0052) (GU n. 47 del 26-2-2011 – Suppl. Ordinario n.53)

Entrata in vigore del provvedimento: 27/02/2011

dopo il comma 5 sono inseriti i seguenti:

“5-bis. Il termine del 31 dicembre 2010 previsto dall’articolo 19, commi 8, 9 e 10, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e’ differito al 30 aprile 2011. Conseguentemente, in considerazione della massa delle operazioni di attribuzione della rendita presunta, l’Agenzia del territorio notifica gli atti di attribuzione della predetta rendita mediante affissione all’albo pretorio dei comuni dove sono ubicati gli immobili. Dell’avvenuta affissione e’ data notizia con comunicato da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale, nel sito internet dell’Agenzia del territorio, nonche’ presso gli uffici provinciali ed i comuni interessati. Trascorsi sessanta giorni dalla data di pubblicazione del comunicato nella Gazzetta Ufficiale, decorrono i termini per la proposizione del ricorso dinanzi alla commissione tributaria provinciale competente. In deroga alle vigenti disposizioni, la rendita catastale presunta e quella successivamente dichiarata come rendita proposta o attribuita come rendita catastale definitiva producono effetti fiscali fin dalla loro iscrizione in catasto, con decorrenza dal 1 gennaio 2007, salva la prova contraria volta a dimostrare, in sede di autotutela, una diversa decorrenza. I

tributi, erariali e locali, commisurati alla base imponibile

determinata con riferimento alla rendita catastale presunta, sono corrisposti a titolo di acconto e salvo conguaglio. Le procedure previste per l’attribuzione della rendita presunta si applicano anche agli immobili non dichiarati in catasto, individuati ai sensi dell’articolo 19, comma 7, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, a far data dal 2 maggio 2011.

PROROGA DEI BENEFICI FISCALI PER LA PICCOLA PROPRIETA’ CONTADINA

martedì, marzo 1st, 2011
La Legge n. 220 del 13/12/2010 (meglio conosciuta come Legge di stabilità o finanziaria 2011) al co. 41 dell’art. 1 ha modificato il co. 4 bis dell’art. 2 della Legge 26/2/2010 n. 25 di conversione al DL n. 194 del 30/12/2009, prorogando “sine die”  le agevolazioni fiscali previste per la formazione della piccola proprietà contadina.
La norma testualmente così recita:

LEGGE 13 dicembre 2010, n. 220

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilita’ 2011).(GU n. 297 del 21-12-2010 – Suppl. Ordinario n.281)

note:

Entrata in vigore del provvedimento: 01/01/2011.

Le disposizioni di cui ai commi da 42 a 46 entrano in vigore il 21/12/2010. La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga

la seguente legge:

. . . . . .omissis . . . . . .

Art. 1

41. Al comma 4-bis, primo periodo, dell’articolo 2 del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25, concernente le agevolazioni fiscali per la piccola proprieta` contadina, le parole: “e fino al 31 dicembre 2010″ sono soppresse.

LEGGE 26 febbraio 2010, n. 25

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative. (10G0042) (GU n. 48 del 27-2-2010 – Suppl. Ordinario n.39)

note:

Entrata in vigore del provvedimento: 28/02/2010

MODIFICAZIONI APPORTATE IN SEDE DI CONVERSIONE

AL DECRETO-LEGGE 30 DICEMBRE 2009, N. 194

All’articolo 2:

dopo il comma 4 e’ inserito il seguente:

“4-bis. Al fine di assicurare le agevolazioni per la piccola proprieta’ contadina, a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto e fino al 31 dicembre 2010, gli atti di trasferimento a titolo oneroso di terreni e relative pertinenze, qualificati agricoli in base a strumenti urbanistici vigenti, posti in essere a favore di coltivatori diretti ed imprenditori agricoli professionali, iscritti nella relativa gestione previdenziale ed assistenziale, nonche’ le operazioni fondiarie operate attraverso l’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (ISMEA), sono soggetti alle imposte di registro ed ipotecaria nella misura fissa ed all’imposta catastale nella misura dell’1 per cento. Gli onorari dei notai per gli atti suindicati sono ridotti alla meta’. I predetti soggetti decadono dalle agevolazioni se, prima che siano trascorsi cinque anni dalla stipula degli atti, alienano volontariamente i terreni ovvero cessano di coltivarli o di condurli direttamente. Sono fatte salve le disposizioni di cui all’articolo 11, commi 2 e 3, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228, nonche’ all’articolo 2 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99, e successive modificazioni. All’onere derivante dall’attuazione del presente comma, pari a 40 milioni di euro per l’anno 2010, si provvede mediante utilizzo delle residue disponibilita’ del fondo per lo sviluppo della meccanizzazione in agricoltura, di cui all’articolo 12 della legge 27 ottobre 1966, n. 910, che a tale fine sono versate all’entrata del bilancio dello Stato”.

azioni promozionali dell’olio extra vergine di oliva

giovedì, dicembre 23rd, 2010

 

Fonte : agricolturaonweb

Nuovi programmi di promozione sui mercati esteri previsti per il 2011 dall’Ice per il settore agro-alimentare e per l’olio in particolare…

Quattrocentomila euro di cofinanziamento per il biennio 2011/2012 per sostenere azioni promozionali dell’olio extra vergine di oliva I.O.O.% di alta qualità nel mondo.

L’intesa operativa Mse-Ice-Unaprol è stata firmata a Roma da Pietro Celi, direttore generale per la promozione degli scambi del ministero dello Sviluppo economico, dall’ambasciatore Umberto Vattani, presidente dell’Ice e da Massimo Gargano, presidente di Unaprol.

Si tratta del primo esperimento in assoluto che vede la collaborazione tra pubblico e privato per il sostegno di azioni in favore dell’olio extra vergine di oliva di alta qualità italiano.

“Un’intesa operativa strategica tesa migliorare l’efficacia degli interventi pubblici nel settore dell’internazionalizzazione del sistema produttivo italiano – ha affermato il direttore generale del Mse Pietro Celi – Ci sono già i primi segnali della ripresa economica. La macchina dell’export si è rimessa in moto e già nel periodo gennaio/agosto 2010, le esportazioni di olio di oliva vergine in generale sono cresciute del 14,8% in valore e del 13,8% in volume rispetto allo stesso periodo del 2009 e per tutte le aree geografiche e paesi del mondo. Un indicatore positivo – ha poi concluso Celi – che fa sperare in una ripresa dell’export italiano di uno dei  prodotti simbolo del made in Italy agroalimentare”. 

L’intesa operativa, che scaturisce dalla firma del primo accordo di settore tra il ministero dello Sviluppo economico e la stessa Unaprol, avvenuta nel corso dell’ultimo Sol di Verona, entra ora nella fase operativa. Il programma prevede azioni congiunte di incoming di operatori, buyer e giornalisti in Italia; eventi promozionali all’estero con educational e workshop; azioni di sensibilizzazione dei consumatori. 

“L’Ice di anno in anno sostiene nei mercati esteri oltre duemila aziende esportatrici del settore agro-alimentare – ha dichiarato il presidente dell’Ice, Umberto Vattani – Nel 2010 si sono svolti incontri specifici per l’olio italiano a Parigi, Amsterdam e Bruxelles. Nelle principali manifestazioni fieristiche quali il Sial di Parigi, la Fancy Food di New York e la Foodex di Tokyo la partecipazione italiana è stata la più importante. Grazie a quest’accordo – ha proseguito Vattani – daremo un ulteriore impulso e sostegno alla proiezione internazionale di un prodotto di punta del settore agro-alimentare, indirizzandoci verso Paesi di grande prospettiva come il Nord America, l’Europa e l’Asia (Cina, Hong Kong e Giappone) quali importanti mercati del futuro”.

“L’Ice – ha concluso Vattani – organizzerà delle missioni di delegazioni di compratori provenienti da questi paesi prevedendo per loro la visita ai principali distretti produttivi. Particolari iniziative si svolgeranno in Canada, con la partecipazione al Sial, dall’11 al 13 maggio a Toronto dove l’Italia sarà il Paese ospite d’onore, ed in Austria, nell’autunno 2011″.

Promozione del vino sui mercati dei Paesi Terzi

martedì, settembre 21st, 2010
AVVISO PROROGA AL 30 SETTEMBRE 2010

Misura della Promozione del vino sui mercati dei Paesi Terzi – proroga dei termini di presentazione dei progetti per la campagna 2010/2011 Regolamento (CE) n. 1234/2007 – Piano Nazionale di Sostegno al settore del vino

- Bando di gara

Si rende noto che con decreto dipartimentale del 09/09/2010, prot. n. 4635, il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha modificato il decreto dipartimentale n. 11451 del 23 luglio 2010 concernente “Invito alla presentazione dei progetti. Modalità operative e procedurali per l’attuazione del Decreto Ministeriale n. 4123 del 22 luglio 2010 relativo a OCM vino – Modalità attuative della misura “Promozione sui mercati dei Paesi terzi” – Campagne 2010/2011 e seguenti.

La suddetta modifica, fermo restando le modalità di presentazione, prevede che per la campagna 2010/2011 le Regioni possono differire il termine ultimo di presentazione dei progetti al 30 settembre 2010.

Per quanto sopra l’A.G.C. Sviluppo Attività Settore Primario – Settore Interventi per la Produzione Agricola, con proprio decreto n 228 del 10/09/2010 , fermo restando quant’altro previsto dal DRD n. del 5 agosto 2010 n. 208, ha

predisposto il differimento al 30 settembre 2010, ore 14,00 il termine

ultimo entro il quale devono pervenire da parte dei soggetti interessati, pena l’esclusione, i progetti a valere sulla misura “promozione del vino sui mercati dei Paesi Terzi”.

Lettera aperta dei dipendenti dell’ENSE

venerdì, luglio 2nd, 2010

leggo solo ora la lettera dei dipendenti dell’ENSE, Ente Nazionale delle Sementi Elette, che rischia la chiusura ed accorpamento con l’ente pubblico INRAN, Istituto Nazionale per la Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione di Roma.

ritengo mio dovere dimostrare solidarietà nei confronti dei numerosi colleghi che vi lavorano e che rischiano di perdere il lavoro.

invito tutti a visitare il sito: http://www.ense.it/ per la lettura della lettera e sostenere questo importante ente, che risulta totalmente autofinanziato e che non riceve alcun contributo pubblico!

Bandi chiusi del PSR 2007-2013.

venerdì, luglio 2nd, 2010

Con Decreto del Coordinatore n. 48 del 30 giugno 2010, in corso di pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Campania è stata disposta la chiusura, con decorrenza dal 1 Luglio 2010, dei bandi di attuazione delle misure del PSR di seguito indicate:

ASSE I

Misura 112 Insediamento di giovani agricoltori;

Misura 113 Prepensionamento degli imprenditori e dei lavoratori agricoli; Misura 114 Utilizzo dei servizi di consulenza; Misura 115 Avviamento dei servizi di assistenza alla gestione, di sostituzione e di consulenza aziendale, per le sole tipologie a) e b); Misura 121 Ammodernamento delle aziende agricole; Misura 122 Accrescimento del valore economico delle foreste; Misura 123 Accrescimento del valore aggiunto dei prodotti agricoli e forestali; Misura 125 Infrastrutture connesse allo sviluppo e all’adeguamento dell’agricoltura e della silvicoltura; Misura 131 Sostegno agli agricoltori per conformarsi alle norme rigorose basate sulla legislazione comunitaria; Misura 132 Sostegno agli agricoltori che partecipano ai sistemi di qualità alimentare; Misura 133 Sostegno alle associazioni di produttori per attività di informazione e promozione riguardo ai prodotti che rientrano nei sistemi di qualità; Cluster di Misura 112-121 Insediamento di giovani agricoltori e ammodernamento delle aziende agricole;

ASSE II

Misura 216 Investimenti non produttivi;

Misura 221 Imboschimento di terreni agricoli, per la sola parte ad investimento; Misura 223 Imboschimento di superfici non agricole, per la sola parte ad investimento; Misura 226 Ricostituzione del potenziale forestale e interventi preventivi; Misura 227 Investimenti non produttivi;

ASSE III

Misura 311 Diversificazione in attività non agricole;

Misura 312 Sostegno alla creazione e allo sviluppo delle microimprese; Misura 313 Incentivazione di attività turistiche; Misura 321 Servizi essenziali alle persone che vivono nei territori rurali; Misura 323 Sviluppo, tutela e riqualificazione del patrimonio rurale.

 

fonte: http://www.agricoltura.regione.campania.it/home.htm

Un’altra volta????? A rischio oltre 1 mld di euro di finanziamento dei Psr

venerdì, maggio 14th, 2010

Di nuovo la Regione Campania rischia di dover restituire i fondi del PSR!!!!

Da agricolturaonweb:

In redazione: A.F.

 “L’appello del ministro delle Politiche agricole Giancarlo Galan alle regioni  affinché utilizzino al più presto e bene le risorse comunitarie, nazionali e regionali che finanziano i Psr-Programmi di sviluppo rurale va subito raccolto. Le regioni facciano autocritica e si mettano al lavoro”. Lo sollecita con preoccupazione Confagricoltura. 
In base ai dati resi noti dal ministero per le Politiche agricole c’è il rischio concreto, ricorda Confagricoltura, di dover restituire (se non spesi entro il 31 dicembre 2010, data in cui scatta il disimpegno automatico) ben 615 milioni di euro alla Comunità Europea che, sommati ai fondi di cofinanziamento nazionale e regionale non utilizzati, farebbero perdere oltre 1,1 miliardi di euro di fondi europei per il comparto agricolo.
 
I dati più preoccupanti provengono dalle regioni che rientrano nell’obiettivo convergenza, diretto alle regioni in ritardo di sviluppo e che riguarda Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia; rischiano di far perdere agli agricoltori 454 milioni di euro di fondi europei e di bruciare stanziamenti, che complessivamente ammontano a 767 milioni di euro. 
 
In questo contesto le situazioni più critiche sono quelle delle regioni Puglia e Campania che compromettono risorse europee rispettivamente di 131,8 e 100,9 milioni di euro, che attivano erogazioni complessive per 228,4 e 163,7 milioni di euro attese dalle imprese agricole. 
……. nelle Regioni dell’area meridionale non si registrano miglioramenti sostanziali nella spesa tranne per la Campania che, con lo stanziamento di 6 milioni di fondi europei (e quindi 10 milioni di euro di spesa pubblica totale) fa un piccolo passo avanti.
“E’ necessario che le regioni si attivino nel più breve tempo possibile per superare i gap, per esaurire le procedure ed erogare finalmente gli aiuti - rileva Confagricoltura – Ci sono finanziamenti importanti per il rinnovamento delle imprese agricole, per renderle più competitive, per migliorare la filiera produttiva e le infrastrutture, che non possono essere cancellati per inefficienza ed incapacità gestionali, ancor più in questo momento storico di estrema difficoltà per il sistema agricolo”.

 

Fonte: Confagricoltura

Articolo pubblicato su : http://www.agricolturaonweb.it

Una soluzione per l’emergenza rifiuti in Campania:

venerdì, aprile 30th, 2010

Una soluzione per l’emergemza gli impianti di compostaggio in Campania:

 gli impianti per il trattamento della frazione organica.

Scopo di questa breve relazione è dimostrare come, nonostante da più parti si sia portati a

ritenere che la drammatica emergenza rifiuti campana sia ormai terminata, ancora oggi in questa 

regione, nel mentre si concentrano enormi risorse ed energie per realizzare, con grosse difficoltà e 

al prezzo di un ulteriore inquinamento dell’ambiente, l’ultimo anello dell’impiantistica al servizio 

della filiera di gestione dei rifiuti (quello dell’incenerimento), manchi invece il primo fondamentale 

anello di tale impiantistica, necessario al recupero e alla valorizzazione, anche a fini agronomici, 

della frazione organica. Manca cioè, perché “sabotata” o volutamente “non realizzata”, 

quell’impiantistica, dalla tecnologia non molto complessa e dai costi abbastanza contenuti, che si 

sarebbe potuta realizzare in pochissimi mesi e che avrebbe consentito di evitare, sorretta anche solo 

da una semplice separazione secco-umido dei rifiuti, quel disastro dalle proporzioni bibliche che la 

popolazione campana ha dovuto subire in particolare tra la fine del 2007 e i primi mesi del 2008. 

Ancora oggi, quindi, la sfida è quella di trasformare con poche risorse e in tempi relativamente 

brevi il “problema” rifiuti in “risorsa” per uno dei territori più fertili e devastati d’Italia e forse 

d’Europa. 

Linee di Piano per la gestione dei rifiuti 2010-2013

venerdì, aprile 30th, 2010

del. 75.2010

Regione Campania

Come detto in precedenza la Regione Campania sta valutando, ove tecnicamente possibile ed ambientalmente compatibile, il conferimento a utenze terze, con particolare riferimento ai cementifici, ma anche, ad es., a centrali termoelettriche, del combustibile

derivato dai rifiuti urbani (CDR) al fine di ottimizzare l’impiego di combustibile in impianti già esistenti prima di prevedere l’attivazione di nuovi impianti dedicati. Il recupero energetico della frazione secca nei forni delle cementerie comporta quale ulteriore vantaggio, rispetto alle altre tecniche, una riduzione dei quantitativi di rifiuti conferiti in discarica, in quanto le ceneri di combustione prodotte all’interno del forno del cementificio hanno proprietà chimico-fisiche tali da potere essere inglobate nel prodotto finito. Al contrario le ceneri decadenti dalla combustione della frazione secca all’interno di un impianto dedicato (inceneritore) devono essere conferite ad impianti idonei per il successivo smaltimento in quanto rifiuto il piu’ delle volte pericoloso.

pd contro zaia

martedì, febbraio 2nd, 2010

(AGI) – Roma, 25 gen. – “In questo quadro – sottolineano i capigruppo Pd in Commissione Agricoltura della Camera e del Senato – non e’ sufficiente poi il tentativo di ampliare le opportunita’ per gli agricoltori con l’introduzione dell’agroenergia tra le “attivita’ connesse”, derivante dalle rinnovabili e dal fotovoltaico. E’ la stessa definizione di “attivita’ connessa” che implica necessariamente l’esistenza di un’attivita’ principale ed e’ proprio sulla solidita’ di quest’ultima che la legislazione attuale non consente previsioni ottimistiche. Per quanto riguarda poi le proposte per risolvere la debolezza strutturale della agricoltura italiana (ossia la sua polverizzazione in piccolissime unita’ produttive) il provvedimento ministeriale risponde con una legislazione che sostituendo la minima unita’ culturale con il compendio unico, non fornisce ulteriori spazi ad interventi significativi per risolvere il problema. Non vengono, a volte, riportate esattamente le figure soggettive di riferimento, ampliando o restringendo arbitrariamente l’ambito soggettivo nella riproduzione della norma (soggetti diversi; soggetti non coincidenti; riferimenti generici e non specifici). I riferimenti alla disciplina comunitaria sono privi di indicazioni legislative specifiche e la stessa espressione “diritto comunitario” viene usata in alternativa a quella di “diritto dell’Unione europea”. In particolare – evidenziano i capigruppo democratici Oliverio e Pignedoli – non vengono inserite norme che disciplinano l’apicoltore, la sua definizione e le finalita’ e sono omesse disposizioni importanti relative all’agriturismo. Per quanto riguarda la disciplina amministrativa della vendita diretta al dettaglio dei prodotti agricoli, va posto in evidenza che essa viene limitata alla sola vendita diretta effettuata sul fondo senza rispettare alcun orario, abrogando di fatto la disposizione che prevede la deroga generale alla disciplina del commercio per qualsiasi forma di vendita diretta, e non solo sul fondo, dei prodotti agricoli effettuata dagli imprenditori. Ed infine la sostituzione del termine “azienda agricola” con quella di “impresa agricola” non risulta sempre coerente, induce ad errori e non tiene conto della complessita’ dell’attivita’ e degli obiettivi aziendali. Quella compiuta dal Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia e’ una straordinaria operazione di maquillage giuridico e l’opera di delegificazione cosi’ attuata presenta pertanto rilevanti profili di illegittimita’. Insomma – concludono Nicodemo Oliverio e Leana Pignedoli – il Ministro Zaia e’ stato solo spinto dalla voglia di ostentare la presentazione di un testo di Codice Agricolo qualunque, e non dall’interesse necessario per risolvere i problemi del mondo agricolo, forse anche perche’ in altre “faccende affaccendato”. E si sa, la fretta e’ una cattiva consigliera”. (AGI) Red/Ros

 Fonte : aginews