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Archivio post di ottobre, 2008

domande e risposte: la protesta degli studenti…

venerdì, ottobre 31st, 2008

la protesta degli studenti è strumentalizzata?
no….la protesta non è uno strumento della politica di sinistra, la protesta nasce da un sentimento generale di tutti coloro che hanno capito che il futuro è a rischio! la gente e soprattutto i giovani non credono più ai politici e protestano contro di loro! figuriamoci se si fanno strumentalizzare così facilmente!

la protesta è fatta solo dai bamboccioni che aspirano al posto fisso?
no…la protesta è di tutti e per tutti! è fatta da più generazioni a confronto che sono semplicemente spinte dalla esasperazione nel vedere il futuro nero a causa di chi ormai da tempo ostacola con metodi diversi la crescita della cultura e della ricerca universitaria in Italia.

la protesta è fatta per i baroni universitari?
no…i baroni possono anche protestare e scendere in piazza per mantenere i loro privilegi, ma ciò che va chiarito è che chi lavora e vive l’università da precario non può non accorgersi di quanto questi privilegi non siano frutto di una vera meritocrazia. Come può il precario che ha portato avanti un’intera linea di ricerca lottando tra un contratto e l’altro e molte volte anche gratuitamente credere al barone universitario che spesso non ha neanche le competenze per comprendere le reali potenzialità della suddetta ricerca di cui si prende il merito e le glorie? Chi non protesta è chi non merita ma che striscia per mantenere la propria posizione.

i concorsi vinti all’università sono truccati?
no comment….sarebbe molto meglio a questo punto che il sistema della valutazione funzioni realmente come nei paesi anglosassoni….a quel punto non ci sarebbe bisogno neanche dei concorsi, ma solo di scelte dettate dalla produttività ai fini di una buona valutazione!

un dottorato di ricerca si vende bene alle aziende italiane?
assolutamente no
all’estero ?
si

di chi è la colpa se esiste la baronia universitaria?
ma chi li ha messi i baroni? la risposta è alquanto ovvia: i politici! quindi dovremmo credere che i tagli alla ricerca combatteranno la baronia? no comment!

qual è la soluzione?
sarebbe che chi va avanti nella ricerca o in qualsiasi altro lavoro (anche in un’azienda) per alcuni anni deve essere in qualche modo premiato perchè se non l’avesse meritato sarebbe stato mandato a casa molto tempo prima! e allora perchè i precari adesso ufficialmente grazie all’attuale governo oltre che essere precari devono andare a casa ancor più umiliati di prima, con la totale sicurezza che trovare un altro lavoro è un’impresa olimpionica?
chiedetelo al Brunetta o alla Gelmini!

La fabbrica dei docenti

martedì, ottobre 28th, 2008

Francesco Giavazzi scrive sul Corriere della Sera….

La situazione nelle nostre università è paradossale. Studenti e professori protestano contro una riforma che non esiste; il ministro, preoccupato dalle proteste, non si decide a spiegare quel che intende fare per riformare l’università. L’unica certezza è che nei prossimi mesi si svolgeranno nuovi concorsi per 2.000 posti di ricercatore e 4.000 posti di professore ordinario e associato, ai quali seguiranno, entro breve, altri 1.000 posti di ricercatore. In tutto 7.000 posti, più del dieci per cento dei docenti oggi di ruolo.

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la riforma della scuola nasce “dal basso”

giovedì, ottobre 23rd, 2008

scuola

un pò di storia della scuola …

“Il 4 agosto del 2006, per la prima volta nella storia repubblicana, viene presentata alle istituzioni parlamentari una Legge di iniziativa popolare che interviene in modo organico sulla scuola, dalla materna alla media superiore, supportata da oltre 100.000 firme di cittadini e cittadine (Legge n° 1600 della XV Legislatura). Nell’autunno dello stesso anno, e sempre per la prima volta, una legge di iniziativa popolare viene assunta per la discussione nella commissione competente. Il dispositivo legislativo nasce “dal basso” su iniziativa di alcuni comitati di genitori e docenti che si erano opposti alle leggi di “riforma” proposte dai governi precedenti, movimento che si estende a tutto il territorio nazionale coinvolgendo trasversalmente i più diversi strati sociali e culturali”.

Clima, Bruxelles: «Sbalorditi dall’Italia»

mercoledì, ottobre 22nd, 2008

Il greco Dimas, commissario all’Ambiente: «Le stime fornite da Roma sui costi sono sproporzionate»
Intanto è tensione tra il governo italiano e la Commissione di Bruxelles, dopo che il commissario europeo all’Ambiente, Stavros Dimas, ha dichiarato che i dati italiani sui costi che il ‘Pacchetto clima-energia’ avrebbe sul sistema industriale nazionale (-1,14% del Pil) «non hanno nulla a che vedere con il Pacchetto Ue». Il commissario, rispondendo alla domanda di un giornalista nel corso di una conferenza stampa sulla deforestazione, aggiunge: «L’Italia è uno dei Paesi che ne uscirà meglio. Non capisco perché veda le cose così pessimisticamente, considerando che ha le competenze necessarie per l’innovazione e grandi possibilità in materia di energie rinnovabili».

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UE: confermati i tagli alla CO2

martedì, ottobre 14th, 2008

Governo e industria italiana, insieme al blocco dei Paesi ex comunisti, chiedevano di rivedere il pacchetto dei tagli alle emissioni di CO2 previsto dalla Commissione Europea.

La commissione Ambiente dell’Europarlamento ha approvato, con 44 voti contro 20 (e 1 astenuto), la parte più importante e controversa del pacchetto dell’Unione Europea su clima ed energia, riguardante la nuova ‘borsa delle emissioni’ di gas serra (Ets) che funzionerà dal 2013 al 2020.

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